La sicurezza informatica non dipende più solo dalla tecnologia e dai dispositivi: con la piena attuazione della NIS2, formazione, consapevolezza e responsabilità delle persone diventano elementi essenziali della strategia di difesa aziendale.
Firewall, sistemi di protezione degli endpoint, autenticazione multifattore, backup immutabili e monitoraggio continuo rappresentano oggi la base di qualsiasi strategia di cybersecurity. Eppure, nella maggior parte degli incidenti informatici, il punto di ingresso non è una vulnerabilità tecnologica, ma un errore umano.
È proprio su questo aspetto che la direttiva NIS2 introduce un importante cambio di prospettiva. Con l’avvicinarsi del 31 ottobre, data che segna una fase significativa dell’attuazione della normativa per i soggetti interessati, diventa evidente che la sicurezza informatica non può più essere considerata una responsabilità esclusiva del reparto IT. La capacità delle persone di riconoscere una minaccia, adottare comportamenti corretti e reagire tempestivamente entra a far parte delle misure di gestione del rischio richieste dalla normativa.
Gli attacchi informatici colpiscono prima le persone, poi i sistemi
Negli ultimi anni i cyber criminali hanno modificato profondamente il proprio approccio. Invece di cercare esclusivamente vulnerabilità tecniche nei sistemi informatici, preferiscono sfruttare il comportamento degli utenti.
Una e-mail di phishing ben costruita, una falsa richiesta di pagamento apparentemente inviata da un dirigente, un allegato malevolo o un link che sembra provenire da un fornitore sono spesso sufficienti per compromettere un’intera infrastruttura aziendale. L’obiettivo non è aggirare un firewall, ma convincere una persona a compiere un’azione che apra involontariamente la porta all’attaccante al sistema informatico aziendale.
L’intelligenza artificiale rende gli attacchi sempre più convincenti
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha aumentato ulteriormente il livello di sofisticazione delle minacce. Le campagne di phishing possono oggi essere generate con testi perfettamente scritti, personalizzati in base al destinatario e privi di quegli errori grammaticali che un tempo rappresentavano un campanello d’allarme. Allo stesso modo stanno diventando sempre più diffusi messaggi vocali e contenuti multimediali realizzati con tecniche di intelligenza artificiale, capaci di simulare interlocutori reali con un elevato grado di credibilità.
Di fronte a questo scenario, affidarsi esclusivamente alle tecnologie di protezione non è più sufficiente. La capacità di analizzare criticamente una comunicazione sospetta diventa una competenza fondamentale per ogni collaboratore.
La NIS2 riconosce il valore della formazione
Uno degli aspetti più innovativi della direttiva NIS2 è il riconoscimento del ruolo delle persone nella gestione del rischio informatico. La normativa richiede alle organizzazioni di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate, attribuendo agli organi di amministrazione la responsabilità di approvarle e supervisionarne l’efficacia. Tra queste misure rientrano anche la formazione del personale e lo sviluppo di una cultura della sicurezza diffusa all’interno dell’azienda.
Questo significa che la formazione non può più essere considerata un’attività occasionale o un semplice adempimento documentale, ma deve diventare parte integrante della strategia di cybersecurity.
Formazione continua: il vero investimento sulla sicurezza
Le tecniche di attacco evolvono costantemente e ciò che oggi appare facilmente riconoscibile potrebbe non esserlo tra pochi mesi. Per questo motivo le aziende più attente affiancano alle tecnologie di protezione programmi di formazione periodica, simulazioni di phishing, aggiornamenti continui e attività di sensibilizzazione rivolte sia ai dipendenti sia al management.
L’obiettivo non è trasformare ogni collaboratore in uno specialista di cybersecurity, ma renderlo consapevole dei rischi e preparato ad adottare i comportamenti più corretti nelle situazioni quotidiane.
Tecnologia e persone: solo insieme garantiscono una protezione efficace
La sicurezza informatica non è il risultato di un singolo prodotto o di una singola tecnologia.
Firewall, sistemi EDR, autenticazione multifattore, backup, monitoraggio continuo e servizi gestiti costituiscono strumenti indispensabili, ma raggiungono la massima efficacia solo quando sono supportati da processi ben definiti e da persone adeguatamente formate.
Con la NIS2 questo principio assume anche un valore organizzativo: la resilienza informatica nasce dall’integrazione tra tecnologie, procedure e cultura aziendale.
La protezione di un’azienda richiede un approccio integrato, capace di coniugare tecnologie avanzate e sviluppo delle competenze interne. Telpro affianca le organizzazioni, grandi e piccole nella progettazione di strategie di cybersecurity che comprendono protezione delle infrastrutture, monitoraggio continuo, gestione degli accessi, backup, sicurezza degli endpoint e percorsi di sensibilizzazione rivolti al personale.
